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(Il 27 maggio 2017 questo Blog cambia titolo – non indirizzo:
si intesta al Teatro alle Scale di Porchiano, dedicato a Iacopone.)
Questo Blog non presenta capolavori ma solo passi incerti, per la selva oscura del poeta maledetto Iacopone... Continua:

Wednesday, April 6, 2016

Anagogia Carceraria



Anagogia Carceraria in lauda 53
"Que farai fra Iacopone"

Il mio amico poliziotto, non appena mi ha sentito nominare i cinque pani, ha fiutato l'indizio: "Cinque pani, come quelli che moltiplica Gesù? Ah ah, qui bisogna indagare!". Infatti, dopo appena pochi versi, qui salteranno fuori anche i due pesci trovati nei Vangeli.  Per gli esegeti biblici, il miracolo di Cristo significa la Comunione... ma Iacopone fu scomunicato. Peraltro in cella, non esiste proprio nulla, né pani né pesci: era tutta una visione, diciamola poetica o forse provocata dalla fame.
Dante conta "quattro sensi delle scritture" che sono, a partire dal basso, i sensi Letterale, Allegorico, Morale e Anagogico. "Anagogico" vuol dire che solleva, cioè che innalza l'occhio spirituale alla contemplazione delle cose divine. In senso letterale, Iacopone ci descrive con comico realismo il suo squallido pasto da galeotto. E' una comica  godibile, come tante scenette infernali del comico Dante... che, non dimentichiamo, scrisse solo una Commedia, mentre il titolo Divina ce l'hanno aggiunto i posteri.
Iacopone è però anche un mistico: non si limita a forgiare visioni poetiche ma si affaccia volentieri anche con Dio. Lui che inzuppa le sue croste nell'immonda catinella, significa anche il prete, che intinge la sua ostia nel calice, ma il prete ci significa la Cena di Gesù, la quale è simbolo del Suo stesso sacrificio, che è simbolo supremo. Oltre cui, senza più vista né sensi né simboli, Iacopone si fondeva con l'Alta Nichilitate, il Sommo Nulla.
 La parola vergogna ricorre per tutta la Lauda. Si riferisce ai frati svergognati, che convertono l'Ordine Francescano da mendicante in manducante. D'altra parte, la vergogna è riferita a Iacopone stesso, che è condannato al colmo dell'umiliazione. Ma sull'orme di Francesco, nello sfarzo delirante del primo e rampante capitalismo, Iacopone è ritornato alla profezia evangelica:
"Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato."
Solo nell'altro mondo? o invece qui... e tra poco lo vedremo.

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