QUESTO BLOG

(Il 27 maggio 2017 questo Blog cambia titolo – non indirizzo:
si intesta al Teatro alle Scale di Porchiano, dedicato a Iacopone.)
Questo Blog non presenta capolavori ma solo passi incerti, per la selva oscura del poeta maledetto Iacopone... Continua:

Thursday, July 27, 2017

Africa Breve online





Dal'Umbria-Italia all'Asia & Africa...
non solo viceversa!

Visto l'enorme successo di Divina Corriera, prossimamente il Teatro alle Scale di Porchiano proporrà e propinerà anche letture sceniche di Africa Breve, negromantica storia. Pertanto se ne anticipa on-line il copione di sala a* Curios*, ad Amant* e Studios*.



Il Teatro può offrire soltanto  pochissime copie della precedente ed ultima edizione su carta di Africa Breve.



il beato Iacopone per santa Cristina



Addobbi per la festa sulle mura di Porchiano, santa Cristina, 23 Luglio 2017.
















sul Tresatti iacoponista

Il prezioso (e lusinghiero) contributo  di Luigi. M. Reale alle celebrazioni di Francesco Tresatti da Lugnano per il quarto centenario della sua edizione iacoponica 1617-2017.
Scarica PDF


 


Tuesday, July 18, 2017

ultime note con figure

 

"O Signor, per cortesia," 
illustrata e tradotta, con note Tresatti 1617.

Appunti divergenti o trascurati dai commenti disponibili
su "Povertate Innamorata" di Iacopone da Todi.
Con dettagli scenografici.


 

 


Saturday, June 17, 2017

il Letto di Dio



In scena il prossimo 22 Giugno



P R O L O G O

  Questa sera faremo un eccezione:
Iacopone canta Lauda
di argomento mistico,
sottilmente spirituale.
  Non è davvero un tema eccezionale
per Iacopone, che era un tipo mistico
e ne cantò moltissimo...
  ma sarà eccezionale
in Teatro alle Scale.

  Stasera Iacopone monta in cattedra
per darci la sua lectio magistralis.
  Promette innanzi tutto: "sarò breve"...
poi ci metterà tre strofe,
per cantarci quant' è breve.
  Infine arriva al tema della Lezione:
  "Vi spiego come fare l'amore con Dio:
dovete esercitarvi in tutte le Virtù".

  Le  virtù? Son quelle sette
che imparate a Catechismo.
  Ce n'è quattro Avanti Cristo
(Prudenza, Justizia, Fortezza, Temperanza),
  più tre Dopo Cristo
(la Fede, la Speranza, la Caritàte).

  Secondo gli antichi Romani,
la Virtus è una "buona qualità virile",
propria del vir, che vuole dire "Uomo"...
  ma anche la Donna dev'essere virtuosa,
non solo virtualmente!

  Le Virtù  Avanti Cristo (dei Romani)
sono abitudini a comportarsi bene,
con gli altri e da soli.
  Le acquistate ripetendo gli atti buoni.

  Le Virtù Dopo Cristo (dei Cristiani)
sono le buone abitudini con Dio.
  Non potete acquistarle da soli,
le dovrete ricevere da Dio
  (possibilmente, con tutti i Sacramenti).

  Se poi tutto va bene, alla fin fine
farete l'amore con Dio,
  non solo dopo morti, in Paradiso,
anche vivi, anche adesso!

  Adesso (come sempre)
non cercate di capire Iacopone.
  Limitàtevi ad udirlo:
"Audite una Lezione!".

Lauda 65 , IL LETTO DI DIO
[Titolo da lezione Tresatti, 1617.
Testo da lezione Mancini, 1974]

     Omo chI vòl parlare,       
emprima dé' pensare
se quello che vòl dire
è ùtele a odire;
     ché la longa materia        
sòl generar fastidia,
el longo abrivïare
sòle l'om delettare.
     Abrevio mea ditta,     
longezza en breve scripta;
chi cce vorrà pensare,
ben ce porrà notare.
     Comenzo el meo dIttato  
de l'Omo ch'è ordenato,
là 've Deo se reposa,
êll'alma ch'è sua sposa.
     La mente sì è 'l letto        
co l'ordenato affetto;
el letto ha quatro pedi,
como en figura el vidi.
     Lo primo pè, Prudenza,   
lume d'entelligenza;
demustra el male e 'l bene,
e co' tener se déne.
     [-] L'altro pè, Iustizia,
l'affetto en essercizia
(Prudenza ha demustrato,
Iustizia ha adoperato).
     Lo terzo pè, Fortezza:
portare onne gravezza,
per nulla aversetate
lassar la veretate.
     Lo quarto è Temperanza:
freno - enn abundanza
et en prosperetate
profunda umeletate.
     La lettèra enfunata     
de Fede articulata,
l'articul' l'ha legati,
co (l)i pè concatenati.
     De paglia c'è un saccone,
la me' cognizïone,
co' so' de vile nato
e pleno de peccato.
     De sopr'è 'l matarazzo,   
[-] Cristo pro me pazzo
(o' sse misse a venire
per me potere avire!).
     Ècce uno capezzale,         
Cristo ch'en croce sale;
mòrece tormentato,
(con) latrun' acompagnato.
     Stese ce so' lenzola,          
lo contemplar che vola:
specchio i devinitate,
vestito i umanetate.
     Coperto è de Speranza     
a) ddarme ferma certanza
de farme cittadino
e)n quell'abbergo devino.
     La Caritate 'l iogne          
e con Deo me coniogne;
iogne la vilitate
cun la divin(a) bontate.
     Ecco nasce un amore,
c'ha èmprenato (e)l core,
pleno de dIsiderio,
d'enfocato misterio.
     Preno - enliquedisce,  
languenno parturesce;
e parturesce un ratto, [= raptus]
nel terzo ciel è tratto.
     Cielo umanato passa, 
l'angelico trapassa
et entra êlla caligine
co 'l Figliol de la Vergene.
     Et è - en Deo UnTrino,    
loco i sse mett'el freno
d'entelletto pusato,
l'affetto adormentato;
     e dorme senza sonnia,     
ch'è 'n veretate d'onnia,
c'ha repusato el core
ne lo divino amore.
     [-] Vale, vale, vale!           
Ascenne pe(r e)ste scale,
cà po' cèdere en basso,
farì' granne fracasso.

EXPLICIT

Così cantò a su' modo
Iacopone da Todo.

Saturday, May 27, 2017

Invito al Canto di Iacopone

Prove scenografiche. 
Prima condivisione reale il Giugno 2 prossimo.




Tutto lo spartito su "Iacopone a Colori - 3"
 


Thursday, May 18, 2017

Note a colori e vuovo video su " O Vita..."


Una prova del Teatro alle Scale di Porchiano, 16 maggio 2017.

Vedsi Note a colori, testo originale e divulgato suhttps://www.academia.edu/33068629/Note_a_colori_su_Iacopone_da_Todi_L_58

Sunday, April 9, 2017

Spettacoli di Aprile 2017

Teatro alle Scale di Porchiano
Spettacoli di Aprile 2017
sabato 22, ore 21 - domenica 23, ore 17

Benni e Cenciotto
di Iacopone da Todi
(Lauda 57, Audite ... dui persone)

A seguire: Divina Corriera
(nuovi cantucci)

offerta libera

Info Tel 338 6762691 Ghersi


Locandina Condivisibile...

Versione leggera e infantile, di Benni e Cenciotto, qui nominati ELEGANTONE e STRACCIONE. Potrà servire per ambientarsi in scena, dove stanno a recitare pure altri tre personaggi: IACOPONE, FIGLIO TACCAGNO e NUORA ACUTA, tutti rigorosamente in lingua Iacoponica.

IACOPONE
   Sentite discussione / che fu tra due persone
due vecchi barcollanti / sfuggiti alle badanti:
il primo era Straccione / quell'altro Elegantone.
   Lo straccione piangeva / del figlio che aveva
spietato e crudele  / più amaro del fiele.                                              
  
STRACCIONE
   Guarda, mio bel compagno / il mio Figlio Taccagno,
come m'ha ben vestito / per quanto l'ho arricchito.
   Ha una lingua che taglia: / me ne spara a mitraglia,
mi fa tutto a tremare / se lo vedo rientrare.
Non smette di sgridarmi  / sta sempre a strapazzarmi:                         

<FIGLIO TACCAGNO
   "O vecchio rintronato / che sembri indemoniato!
Ma ti trovassi morto, / che più non ti sopporto!"

>STRACCIONE
   Però ho una Nuora santa  / che il Paradiso canta.
Sarei davvero morto / senza il suo bel conforto:
   mi lava fino agli occhi, / mi caccia via pidocchi.
Che Dio la benedica, / è la mia sola amica!

ELEGANTONE
   Compare, sto ferito / per quel che t'ho sentito:
tua Nuora, tanto santa, / mentre la mia... mi schianta!
   Se ascolti raccontare / che devo sopportare,
ti troverai contento / di tuttto il tuo lamento.                                       
   Questa mia Nuora è Acuta / ha una lingua forcuta,
ha una voce mostruosa / che sazia ogni curiosa,
intenta al pandemonio / di quel suo matrimonio.
   La pioggia, il vento cessa, / la lingua dell'ossessa
non si può mai fermare / di starmi a massacrare                                  
con parole e furore / che mi spezzano il cuore.
   Ben altro è il Figlio mio, / lo benedica Dio!
con me sempre  paziente / di lingua riverente.
   Ha sgridato alla moglie  / del male che m'incoglie,                           
non è servito a niente: /  è troppo strafottente.

STRACCIONE
   Compare, il tuo racconto / mi fa uno bello sconto
sul debito in dolore / che mi portavo in cuore.
   Mi credevo il più aflitto / un mondo derelitto...
ma tu stai cento peggio / e non ne avrai rimedio:                                
la donna che vuol male / è ancor più micidiale.
   Potresti raccontarmi, / tanto per consolarmi,
le cose vergognose / e più che velenose
che la tua Nuora dica... / che Dio la maledica!

ELEGANTONE
   Compare, ti ricordi / di tutti i miei bagordi?                                       
Fui paggio innamorato, / poi cavaliere ornato,
fui bello e riverito... / e adesso sto avvilito
da questa mercantessa / ch'è figlia di un ostessa.
   La sua lingua mi prostra / mi vince come a giostra:
ha messo sù in canzone / la mia disperazione.        

<NUORA ACUTA
   O casa disgraziata, / che Dio t'ha abbandonata!
e il Vecchio maledetto / ti trovi sotto il tetto.
   E' strambo, è repellente, / è sporco e puzzolente,
con gli occhi sospettosi, / rossi e caccolosi,
le palpebre rialzate / son tutte insanguinate;                                         
   il naso che gli cola / come l'acqua a la mola,
ha i denti messi male / a zanna di cinghiale
gengive tanto rosse, / da sanguisuga, grosse.
se lo vedessi a ridere / per poco non t'uccide                               
con quello sguardo orrendo / ci muori di spavento.
   Ma solo coi fetori, / che l'àlito dà fuori,
la puzza che ne fa / impesta una città.
   La tosse catarrosa... / che vista disgustosa!
con lo sputo fetente, / ancór più sconvolgente.
   Scabbia tanto intignata / che pare cementata:                                    
ci annaspa senza posa  / come cagna rognosa.
   Senti! come strimpella, / grattandosi l'ascella
quel vecchio sderenato / che sta tutto inarcato.

>ELEGANTONE
   Più troppe parolacce / ch'è meglio che mi taccio.

STRACCIONE
   Compare, mi dispiace / sentir che non hai pace.                                
Come puoi sopportare / parole tanto amare?
Meraviglio che il cuore / non t' è scoppiato fuori.

ELEGANTONE
   Non fare il dispiaciuto, / ché il male va punito:
feci tanti peccati / andran bene pagati.
   Se ebbi troppa allegrezza / nella folle bellezza,                                 
or non fa meraviglia  / se turbo la famiglia.
   Meraviglia mi ha fatto / pensando al vecchio gatto
che l'hanno avvelenato... / e a me m'han risparmiato,
che son troppo bisbetico, / orrendo e pure fetido.

[ELEGANTONE  ai BELLI]
   O voi, che tanto amate... / tra belli vi trovate...                                  
venite ed ammirare / che vi potrà insegnare:
guardatevi allo specchio  / in questo sfatto Vecchio.
   Ero talmente bello / che in vicolo o castello
nessuno ci restava / che me non ammirava...
   adesso son distrutto / e brutto dappertutto:                                        
ognuno ci s'agghiaccia / solo a vedermi in faccia.
   Vedete la bellezza / ch' è senza sicurezza:
stamàni è nato un fiore / e questa sera... muore.

[ELEGANTONE  al MONDO]
   O Mondo d'immondizia / m'hai tolto ogni delizia!
O Mondo ladro e lordo / con chi ci va d'accordo!                                 
O Mondo tre-cartàro* / mi hai tolto ogni denaro!
Il tempo ti sei preso / e nulla me n'hai reso,
nel tuo falso sorriso / ho perso il Paradiso!

[ELEGANTONE  a DIO]
   Mio Dio, non sei spietato... / facciamo un concordato!                     
Concedimi il perdono! / Non fui per niente buono,
ma adesso son pentito / che fui tanto stordito:
per il Mondo scurrile, / non Ti stavo a obbedire..
   Non so che rimediare / non ne posso più fare,
vergogno se mi guardi / che me n'accorgo tardi.
__________
* tre-cartàro. Chi tiene banco di gioco alle "tre carte".

Saturday, April 1, 2017